Nel mio animo cresceva una terribile ansia per un qualcosa che era già infinitamente al di sopra di me, e cioè la convinzione ormai acquisita che al mondo niente avesse importanza. Era da molto che ne avevo il presentimento, ma ora me ne sono completamente convinto, in quest’ultimo anno. A un tratto ho sentito che per me era lo stesso se il mondo esisteva, o se nulla ci fosse stato in alcun luogo. Ho cominciato a sentire e ad accorgermi con tutto il mio essere che vicino a me non c’era niente. All’inizio mi sembrava però che molte cose fossero esistite prima, ma poi mi sono accorto che non c’era mai stato nulla, chissà perché l’avevo pensato. A poco a poco mi sono anche convinto che mai nulla esisterà. Allora ho smesso di arrabbiarmi con la gente e ho cominciato quasi a non considerarla più

Fedor Dostoevskij - Il sogno di un uomo ridicolo (via psycoton)

Quel che molta gente definisce amare consiste nello scegliere una donna e sposarla. La scelgono, te lo giuro, li ho visti. Come se si potesse scegliere in amore, come se non fosse un fulmine che ti spezza le ossa e ti lascia lungo disteso in mezzo al cortile. Tu dirai che la scelgono perché-la-amano, io invece credo che avvenga tutto all’aicsevor. Beatrice non la si sceglie, Giulietta non la si sceglie. Tu non scegli la pioggia che t’inzupperà le ossa all’uscita di un concerto.

Julio Cortázar, Il gioco del mondo (Rayuela)

(via diquestosfiorabile)